Appello di Libera per il 7 luglio

03 Lug 27
Una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità. Il colore richiama gli indumenti dei migranti, soprattutto bambini. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini.

Estate 2018 Pellegrinaggio Pozzuoli-Roma

11 Apr 818
La solita estate? Dal 5 al 12 agosto 2018, le Suore animatrici della pastorale giovanile delle Suore della Carità organizzano, con la Pastorale Giovanile di Roma una "marcia" sulle orme di San Paolo, da Pozzuoli a Roma.

Per mille strade a Roma

Incontro dei giovani con il Papa Sabato 11 e domenica 12 agosto 2018, i giovani italiani, “X mille strade” raggiungono il luogo del martirio petrino.
Da Pozzuoli a Roma I giovani raggiungeranno Roma accompagnati dai loro educatori e dalle Suore della Carità

UN SOGNO CHIAMATO FLORIDA Un ritratto tenero e puntuale di un sottoproletariato americano nascosto dietro una fragile facciata pop. Il film è un’altra fermata del viaggio di Sean Baker attraverso gli Stati Uniti. E questa volta si fa tappa a Orlando, Florida. Lo sguardo di Sean Baker non si dirige però a Disneyland, la meta per eccellenza di chi va in quella parte degli States, ma gli dà le spalle per guardare al di là della strada.

E il controcampo del Disney World Resort, “il posto più felice sulla terra”, è un complesso di motel popolato da un’umanità liminale che vive la propria esistenza sulla soglia.

Il motel è infatti un sistema sociale, un microcosmo in cui si vive ma non si abita, in cui si alberga, senza una reale separazione tra interno e esterno, tra rassicurante e spaventevole. Si vive sulla porta, continuamente aperta e chiusa, continuamente bussata. La relazione che si instaura tra l’al-di-qua e l’al-di-là del limite, come diceva Bachelard, è una lotta, un confronto doloroso e lacerante in cui identità e alienazione interagiscono vacillanti accarezzando la continua possibilità di trasformarsi nel proprio opposto. Ed è così che vivono i personaggi del film, aprendo e chiudendo le porte delle loro camere, locazioni temporanee divenute definitive per le storture dell’esistenza.

Ma Un sogno chiamato Florida prende tutto questo e ne fa una specie di fumetto sfavillante scegliendo di raccontare quell’umanità e quel sistema sociale attraverso la prospettiva dei bambini. Monelli selvaggi e indomabili, “piccole canaglie” irrefrenabili che vivono la loro infanzia senza regole e senza limiti, forse proprio perché il limite è la loro stessa esistenza. Scenette, quadretti, nessun evento ma un susseguirsi di momenti che suggeriscono come tutto vacilli sotto i rutilanti colori di quel mondo in ci si riconosce attraverso la sfumatura cromatica che hanno i muri del motel che si occupa. Moone, la protagonista del film, è la bambina dell’edificio viola, ed è la più vulcanica, la più ingestibile, la più disperata.

Tutto vacilla ma tutto si regge grazie a Bobby (un Willem Dafoe in forma smagliante come non mai, la misura nell’universo dell’eccesso). Nella palette di tipi umani che popolano il motel e l’orizzonte di Moone e dei suoi amici c’è infatti solo un punto di riferimento: Bobby, che diventa il cardine di tutta la struttura narrativa del film ma anche il fuoco di tutta quella realtà malferma. Bobby è infatti il manager del motel, ovvero la chiave di volta della relazione tra interno ed esterno, ed è il detentore dei segreti di ognuno. Mentre amministra il motel, gestisce anche quelli, sempre sul limite, sempre sulla soglia, sempre pronto a bussare alla porta. Bobby continuamente tirato verso l’interno ma al contempo estromesso, è il mediatore, l’unico a saper gestire la situazione, a proteggere i bambini, a fare in modo che, come l’albero preferito di Moone, continuino a crescere anche se piegati dalle intemperie.

Chiara Borroni

CON GLI OCCHI DEI BAMBINI

Il punto di vista vero del film sono loro, i bambini. La telecamera li segue, nella loro forza e energia e lo spettatore si stupisce di quanto il cinema possa imparare da loro. Nessun bieco psicologismo, né facili reazioni all’egoismo degli adulti: Baker prende da François Truffaut, specialmente da I quattrocento colpi, la sua capacità di raccontare lo sguardo autentico e puro dei bambini rispetto a quello disincantato e fragile degli adulti. La macchina da presa si mette alla loro altezza e lo spettatore guarda il mondo dal loro punto di vista, anche se a volte si stacca per il timore di ciò che potrebbe accadere. E vorrebbe mettersi dalla loro parte, entrando nella scena.

Ecco forse questa è la semplice e leggera profondità del film. Lo spettatore sembra assistere impotente alla storia per poi sentirsi parte di essa e imparare dai più piccoli quanto i “grandi” si stanno perdendo della vita e degli affetti. E da qui Baker, forse ispirandosi anche al nostro cinema neorealista, avvicina il mondo dei bambini a quello dei grandi. Ci sono loro, i bambini, che vivono, guardano, osservano, e non gli importa se i genitori non sono persone risolte o responsabili. Loro sembrano farsi, commuovendoci, una semplice domanda che rivolgono a tutti noi: «Per te conto qualcosa?».

Emanuela Genovese

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Mettiamoci nei panni degli altri

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La nostra storia

Movimento Giovanile santa Giovanna Antida Thouret

Iniziative SGAT

Capodanno Alternativo

Vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere

I giorni che precedono la fine dell'anno, a servizio degli ospiti della Mensa Caritas di Stazione Termini. Animazione del veglione con gli ospiti dell'Ostello Caritas "Don Luigi Di Liegro". Si tratta di un'esperienza di prossimità con chi non ha attorno a sè una rete di affetti, relazioni, sostegni.

Testimonianza
Capodanno Alternativo

Roma Mensa Caritas Luigi di Liegro

Bibbia - Servizio - Animazione

Passo Oltremare

Formazione al volontariato missionario

Cammino formativo per quanti desiderano partecipare ad un'esperienza internazionale di fede, carità, solidarietà in collaborazione con la Fondazione Thouret. L'itinerario accompagna i giovani all'accoglienza dell'altro e al dono del proprio tempo e capacità in esperienze prolungate di missione

Testimonianza
Passo Oltremare

Roma Suore della Carità

Mondialità - Volontariato - Formazione

Triduo Pasquale

La Settimana Santa accanto agli "invisibili" di oggi

Un tempo prolungato di preghiera, fraternità e servizio. Le celebrazioni del Triduo pasquale sono animate presso strutture carcerarie, affinché i detenuti e le detenute vivano il Mistero Pasquale e possano incontrare il Cristo Crocifisso e Risorto

Testimonianza
Triduo Pasquale

Milano Suore della Carità

Spiritualità - Servizio - Fraternità

Campi estivi

Campi estivi di formazione e servizio in Italia, Malta, Albania

Una settimana dell'estate per entrare in relazione diretta con chi vive nelle periferie esistenziali e ripartire con un passo diverso. Il servizio si svolge presso centri di accoglienza per senza-fissa-dimora, rifugiati, donne vittime di tratta, mamme in grave disagio sociale, minori stranieri non accompagnati. Si fa vita comune.

Testimonianza
Campi estivi

Italia - Malta in realtà di accoglienza

Quotidianità - Servizio - Impegno

Volontariato missionario

Esperienze più o meno prolungate in paesi extra-europei, in contesti accoglienti ma difficili per le condizioni di povertà e di marginalità.

Motivazioni evangeliche, spirito di adattamento e di servizio, curiosità, voglia di rientrare con un'altra coscienza del mondo e della nostra responsabilità

Testimonianza
Volontariato missionario

Comunità delle Suore della Carità nel mondo

Intercultura - Prossimità - Servizio

Le Suore della Carità

  • Donne affascinate dal Vangelo, in cammino, al seguito di Cristo
    Giovanna Antida alle suore, 1823 «È Gesù solo che vogliamo sempre seguire»
  • Per sempre, vivere la grazia del nostro Battesimo
    Introduzione alle Regole, 1807 «Tutte figlie di una stessa famiglia. Apparteniamo a Dio, in quanto cristiane e come vere suore della carità»
  • Amiche dei piccoli e dei poveri
    Introduzione alle Regole, 1807 «Ai poveri far conoscere, amare e servire Dio, come ha fatto Gesù»
  • In missione, a nome della Chiesa
    Giovanna Antida alle suore, 1820 «Sono Figlia della Santa Chiesa; siatelo con me»
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