Echi dal Triduo Pasquale 2019

«L’esperienza vissuta in Albania per me significa amore e compassione. Queste erano le fondamenta di tutte le attività che abbiamo fatto. Nel campo estivo c’erano bambini di diversi caratteri ed età. Tutti pieni di energia ed entusiasmo.

Hanno condiviso con noi la loro semplicità e la gioia in ogni cosa fatta, sia nel canto, nel ballo, nella recitazione, sia nei giochi. Attraverso questi bambini abbiamo potuto vivere l’unità nella diversità e anche se qualche volta è molto difficile ma si è possibile vedere Dio negli altri.»

Kathleen

«Prima di andare in Albania guardavo la povertà con occhi diversi. Pensavo che tutte le persone povere sono persone contente perché così ho sempre sentito dire da chi ha fatto un’esperienza in Africa o in Asia. In Albania la povertà è diversa. Quando parlavo con alcuni giovani del posto potevo vedere tanta tristezza perché si sentono soli perché le loro famiglie non possono pagare per la loro educazione, per la salute o per avere semplicemente le cose basiche della vita. È stata un’esperienza che in me a cresciuto l’amore, la gioia, il coraggio, la speranza e la fede in Dio. Volevo condividere soldi con le persone che abbiamo incontrato…ma non erano mai abbastanza. Ma ho condiviso con loro la gioia e la gratitudine che avevo nel cuore perché stavo con loro»  

Tiziana

«Quest’anno per me è stata la mia seconda volta in Albania, in particolare a Rubik ed anche quest’anno ho fatto quest’esperienza insieme alle Suore della Carità. Abbiamo visto molti tipi di sofferenza e questo per me è sempre uno dei momenti più difficili, soprattutto perché mi sentivo impotente di fronte alcune situazioni. Una domanda che mi chiedevo sempre è: come si può parlare di Dio di fronte a tale povertà? Ho imparato, anche da parte della gente stessa, che la nostra presenza, un abbraccio, un sorriso e il nostro tempo è sufficiente. Un uomo, una volta mi ha detto : ‘la vostra presenza qui ci mostra che Dio non si è dimenticato di noi…grazie»

Melissa